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Valle de la muerte

In questa puntata, ho una buona notizia e una cattiva.

Ieri ho trovato 20,000 pesos cileni per terra. Una botta di culo che però non mi ha soddisfatto molto. Per superstizione: come se prima o poi dovrò ripagare le botte di culo. So che sono minchiate, ma una parte do me evidentemente non lo sa e non mi lascia godere appieno. Quindi non conta come buona notizia.

Comunque dalla fortuna per strada ci ho ricavato un coltelloforchettacucchiaiocavatappiapriscatole nuovo, un menù di quiche e insalata e dolce e la colazione di stamattina. Mi dicono che per un victorinox come quello che ho perso, c’è da spendere un centinaio di dollari buoni da queste parti.
Gulp.

Ah, e come ignorare il mio bellissimo e nuovo cappellombrello verde!

Alle 8 di sera, dopo ricerche estenuanti, ho affittato la bicicletta dall’unico biciclettaro intelligente di s.pedro.
A un prezzo basso me l’ha affittata per la notte, a condizione che la restituissi alle 9 oggi.
“Tanto nessun altro la affitterebbe di notte”, avrà pensato.
E così ho pagato molto meno della metà del prezzo che mi propinavano tutti gli altri.

Mi sono affannato ad arrivare nei pressi della Valle de la Muerte poco prima del tramonto – con uno zaino inutilmente pesante.

Me lo sono appuntato: facendo un timelapse, assicurati di non avere subito davanti alla macchina fotografica una strada – corri il rischio che orde di turisti la invadano una volta terminato lo spettacolo del tramonto.
Inizia il buio. Il mio cervello pensa le solite cose stupide, tipo
“beh, adesso posso spuntare la voce ‘andare da solo in bicicletta di notte nel deserto'”.
Però in realtà penso anche che nella mia lista di cose da fare prima dei trent’anni non ho mai messo la voce ‘morire’. E fare downhill con uno zaino da 20 chili di notte, senza averlo mai fatto prima, ci si avvicina abbastanza.

Dopo aver realizzato di aver sbagliato strada, mi spingo solo verso la metà della valle de la muerte.

La luna piena rischiara tutto – compreso il cielo. Ho visto cieli molto migliori in Piemonte.

Inizio con le solite scuse:
“piazzo la tenda, e poi esploro il resto della valle alleggerito”
“faccio un pisolo, tanto devo aspettare che tramonti la luna”
“beh, la luna non è ancora tramontata, dormo ancora un po'”.

Alle 5 e mezza, la luna abbaglia ancora il cielo e le pietre del deserto.
E iniziano a vedersi le luci del giorno – contrariamente a quanto pronosticato dal mio gps che mi prometteva un’oretta di buio.

Mi sveglio per scattare qualche foto e un timelapse a 10 metri dalla tenda.

Come consigliato da ”, scatto quasi sempre due timelapse contemporaneamente; uno con la dslr e l’altro con lo smartphone.

Mentre la macchina lavora, smonto la tenda.
Ed ecco la buona sorpresa. Il victorinox appare magicamente sotto lo zaino! Non ho proprio idea di dove fosse.

Smonto tutto; torno a San Pedro. Tutto in discesa. Una sensazione magnifica.

E la brutta notizia. Davanti al negozio di rent a bike – laundry service c’è l’ufficio deIla.compagnia che offre il famoso tour astronomico. E la sanno lunga: chiuso per luna piena – tanto non si vede una beata minchia. E questo almeno fino al 29 gennaio – dopo della mia partenza.

Cos’ho imparato – e cosa presumibilmente dimenticherò:

Viaggia leggero (cazzo!): Per una notte a far foto, porta poco. Tenda e cibo sono superflui. Stare senza dormire è molto meglio.
Evita i licantropi: Prima di organizzare un viaggio in un posto inculatissimo quasi solo per far foto alle stelle, assicurati di non andarci con la luna piena.

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