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Miniere d’argento di Potosi

Potosi silver mine

Oggi o domani visiterò una miniera d’argento di Potosi, probabilmente con un agenzia turistica di ex minatori.

A quanto dice internet, quasi tutti quelli che ci lavorano muoiono di silicosi verso i 40-50 anni. Probabilmente prima, se iniziano a lavorarci a 15 anni.
Lavorano più o meno come ai tempi della colonizzazione spagnola, con picconi e dinamite.
La roccia contiene amianto e silicio; l’acqua che cola dal soffitto cianuro e arsenico.

In queste miniere gli spagnoli hanno fatto invidia a Hitler. Circa 8 milioni di schiavi africani e indigieni ci hanno lasciato la pelle in queste miniere negli ultimi secoli.

Le miniere sono di proprietà di una cooperativa di minatori; i minatori sono ‘self employed’ – un po’come da noi ci sono i contratti ‘a partita iva’.

Vorrei capire chi fa il prezzo dell’argento – la catena di rapporti economici che rendono possibile anche qui la solita merdosa minaccia: lavoro o salute.

Io andrò a fare il turista. I tour insegnano e forse aiutano a far sapere al mondo di questi posti; inoltre i minatori si aspettano un po’ di foglie di coca, guanti, dinamite o bibite come regalo – una forma di miglioramento delle condizioni di vita che non è molto lontana dall’elemosina. Ma i tour devono purtroppo includere anche momenti di “divertimento” – come una bella esplosione di dinamite – il botto alla fine del tour.

E poi tutti al Salar di Uyuni con gli altri mochileros, a farsi fotografare mentre si salta felici.
Ogni tanto intuisco perché ai boliviani non piacciano i turisti.

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Interior design, Lifestyle

Richard Roberts


Viaggio con una mochila (zaino) ridicolmente enorme.
E quasi tutto quello che posseggo ce l’ho a casa!
Più spesso che non, sento che la mia esperienza di viaggio sarebbe molto migliore se viaggiassi con meno cose, e che appartengo alle mie cose più di quanto le mie cose mi appartegano.
E venire a conoscenza di Richard Roberts, che vive senza casa e portando sempre tutto ciò che possiede con se, mi ha fatto vedere le cose da una nuova prospettiva – e mi ha anche fatto sentire stupido.
Richards accorda pianoforti, e quello che possiede si può riassumere in bicicleta, smartphone, un cambio di abiti, gli strumenti di lavoro e poco più.
Il suo stile di vita permette di lavorare meno, mettere da parte più soldi, e anche avere una vita più salutare per corpo e mente. Ed è così lontano dal consumismo.
Mi ricorda il discorso del presidente dell’Uruguay Jose Mujica a proposito del rapporto tra sviluppo sostenibile e felicità.
Il suo esperimento è affascinante; anche se non è roba da tutti, è davvero originale.
Il primo senza tetto con lavoro stabile.

Ha dovuto eliminare (o non aveva) molte dipendenze accettate dalla società; e riesce a dimostrare com’è possibile vivere una vita dignitosa con molto poco.

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Valle de la muerte

In questa puntata, ho una buona notizia e una cattiva.

Ieri ho trovato 20,000 pesos cileni per terra. Una botta di culo che però non mi ha soddisfatto molto. Per superstizione: come se prima o poi dovrò ripagare le botte di culo. So che sono minchiate, ma una parte do me evidentemente non lo sa e non mi lascia godere appieno. Quindi non conta come buona notizia.

Comunque dalla fortuna per strada ci ho ricavato un coltelloforchettacucchiaiocavatappiapriscatole nuovo, un menù di quiche e insalata e dolce e la colazione di stamattina. Mi dicono che per un victorinox come quello che ho perso, c’è da spendere un centinaio di dollari buoni da queste parti.
Gulp.

Ah, e come ignorare il mio bellissimo e nuovo cappellombrello verde!

Alle 8 di sera, dopo ricerche estenuanti, ho affittato la bicicletta dall’unico biciclettaro intelligente di s.pedro.
A un prezzo basso me l’ha affittata per la notte, a condizione che la restituissi alle 9 oggi.
“Tanto nessun altro la affitterebbe di notte”, avrà pensato.
E così ho pagato molto meno della metà del prezzo che mi propinavano tutti gli altri.

Mi sono affannato ad arrivare nei pressi della Valle de la Muerte poco prima del tramonto – con uno zaino inutilmente pesante.

Me lo sono appuntato: facendo un timelapse, assicurati di non avere subito davanti alla macchina fotografica una strada – corri il rischio che orde di turisti la invadano una volta terminato lo spettacolo del tramonto.
Inizia il buio. Il mio cervello pensa le solite cose stupide, tipo
“beh, adesso posso spuntare la voce ‘andare da solo in bicicletta di notte nel deserto'”.
Però in realtà penso anche che nella mia lista di cose da fare prima dei trent’anni non ho mai messo la voce ‘morire’. E fare downhill con uno zaino da 20 chili di notte, senza averlo mai fatto prima, ci si avvicina abbastanza.

Dopo aver realizzato di aver sbagliato strada, mi spingo solo verso la metà della valle de la muerte.

La luna piena rischiara tutto – compreso il cielo. Ho visto cieli molto migliori in Piemonte.

Inizio con le solite scuse:
“piazzo la tenda, e poi esploro il resto della valle alleggerito”
“faccio un pisolo, tanto devo aspettare che tramonti la luna”
“beh, la luna non è ancora tramontata, dormo ancora un po'”.

Alle 5 e mezza, la luna abbaglia ancora il cielo e le pietre del deserto.
E iniziano a vedersi le luci del giorno – contrariamente a quanto pronosticato dal mio gps che mi prometteva un’oretta di buio.

Mi sveglio per scattare qualche foto e un timelapse a 10 metri dalla tenda.

Come consigliato da ”, scatto quasi sempre due timelapse contemporaneamente; uno con la dslr e l’altro con lo smartphone.

Mentre la macchina lavora, smonto la tenda.
Ed ecco la buona sorpresa. Il victorinox appare magicamente sotto lo zaino! Non ho proprio idea di dove fosse.

Smonto tutto; torno a San Pedro. Tutto in discesa. Una sensazione magnifica.

E la brutta notizia. Davanti al negozio di rent a bike – laundry service c’è l’ufficio deIla.compagnia che offre il famoso tour astronomico. E la sanno lunga: chiuso per luna piena – tanto non si vede una beata minchia. E questo almeno fino al 29 gennaio – dopo della mia partenza.

Cos’ho imparato – e cosa presumibilmente dimenticherò:

Viaggia leggero (cazzo!): Per una notte a far foto, porta poco. Tenda e cibo sono superflui. Stare senza dormire è molto meglio.
Evita i licantropi: Prima di organizzare un viaggio in un posto inculatissimo quasi solo per far foto alle stelle, assicurati di non andarci con la luna piena.

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